26/01/2009

Tu chiamale se vuoi... tentazioni...

E' di questi giorni il ritorno del dibattito su Venezia città metropolitana, una scelte che inevitabilmente avrebbe ricadute sul persistere della Provincia di Venezia. Il processo di nascita della città metropolitana non solo dovrebbe coincidere con l'abolizione della Provincia, ma anche coincidere con un ripensamento dell'organizzaizone istituzionale dei Comuni della provincia. La nascita della città metropolitana, dovrebbe comportare la nascita di altri 6-7 comuni in cui riassumere i comuni della ex provincia (tra questi la Città della Riviera) questi potrebbero davvero essere soggetti istituzionali locali, con sufficiente massa critica per avere risorse ed energie per poter essere efficaci strumenti di governo dei territori e delle dinamiche sociali. Ma come dare un segnale verso questa direzione, come i cittaidni possono far capire che vogliono una riorganizzazione istituzione che porti finalmente al superamento delle provincie? Un bella suggestione arriva dalle categorie del commercio. La prossima tornata amministrativa per le provinciali di Venezia, coincide con le Europee. Se in quell'occasione ci si astenesse in massa dal voto per le provinciali, votando invece doverosamente per le Europee, si darebbe un segnale inequivocabile e inconfondibile. Un bella suggestione. E una bella tentazione.

22:58 Scritto da: vacamora79 | Link permanente | Commenti (3) | Segnala | Tag: elezioni provinciali | OKNOtizie |  Facebook

Commenti

... Una bella tentazione. Per quante persone?

Scritto da: Erminio Bacchin | 28/01/2009

spero molte, sicuramente per me....

Scritto da: vacamora79 | 28/01/2009

Un sondaggio Quaeris conferma la disponibilita' di quasi 2 italiani su tre del centro nord di prendere in considerazione il non voto alle provinciali
Appello ai cittadini: costituite i comitati "non voto nelle vostre citta', dal sito www.nonservenonvoto.it, siate il cambiamento che cercate negli altri"


Breda di Piave, 24 aprile 2009

La Campagna Non Voto La Provincia (www.nonservenonvoto.it) entra nella Sua fase finale e piu' delicata. Dopo Brescia, Firenze, la prossima settimana tocca a Padova e Milano presentare la lista che nelle intenzioni dei proponenti serve a superare lo scoglio della par condicio e ad aprire quindi la strada per poter comunicare anche negli ultimi 30 giorni la voglia astensionista che sembra manifestarsi in maniera trasversale nella societa', rispetto al rinnovo delle Amministrazione Provinciali. L'obiettico dichiarato: "Essere per le Province cio' che il meteorite ha rappresentato per i dinosauri".


L'inchiesta, che si e' svolta in due parti per un totale di 750 interviste telefoniche, mette l'accento sul "sentiment" della gente rispetto la Provincia. Ad esempio la percezione dell'utilita' dell'Ente è drasticamente scesa negli ultimi anni: tra chi le ritiene totalmente inutili o poco utili (31,2%) , e chi invece crede siano molto utili (19,5%), vi è un saldo negativo di quasi il 12%. Considerato che gli abbastanza rimangono un giudizio non certamente lusinghiero, il dato e' eclatante. E peraltro confermato da altre curiosita' che l'Inchiesta ha svelato: dopo Ministeri e Governo centrale, le Province sono sonsiderate il centro di spreco piu' importante del Paese e solo il 30% dichiara di conoscere la reale funzione dell'Ente. Spicca poi il dato secondo il quale le Province sono considerate piu' utili solo degli Enti non Eletttivi, quelli dove i partiti sistemano per intenderci i loro accoliti: partecipate, enti dai nomi fantasiosi come Tutela del Caprino o delle Ville Venete, societa' miste.


Ma il piatto forte arriva alla penultima slides, prima del riassunto: "Valuterebbe l'Idea del Non voto per esprimere dissenso verso l'Istituzione? Risponde Si il 64,3%, No secco solo il 18,6% un risultato addirittura superiore alle aspettative per i promotori della Campagna "La Provincia Non Serve? Non la Voto!".


"La percezione che il tema sia molto sentito ce la avevamo - spiega Michele Bortoluzzi - portavoce della Campagna. Pero' il Sondaggio supera la nostra capacita' di interpretare il malconttento della gente. In ogni caso la disponibilita' non significa che questo si possa tradurre in non voto effettivo nella totalita' dei casi. Sarebbe eclatante che i voti validi (al netto di astensione, nulle e bianche) al Presidente della Provincia fossero inferiori al 50%. In ogni caso è importante che questa si manifesti come una battaglia giusta, compresa dalla gente, in sintonia con il Paese. E' il messaggio la cosa piu' importante, non stravincere. E' far decollare una nuova cultura secondo la quale la gente non sta piu' in poltrona a farsi il fegato grosso per gli sprechi della politica e della partitocrazia, ma interviene attivamente , anche disobbedendo come in questo caso."


Ed e' proprio la disobbedienza il leit motiv della campagna " La Provincia Non Serve? Non la Voto" :"Cio' che ha colpito gli oltre 6000 visitatori del sito www.nonservenonvoto.it e' stata la trasversalita' dei sostegni all'iniziativa e la caratteristica di spontaneita' del Comitato: Imprenditori, Giornalisti, Docenti Universitari, quella che unt empo si sarebbe chiamata la borghesia liberale italiana, improvvisamente non ci sta piu' al voto obbligato "perche' se no vince l'altro, il nemico, alternativamente Berlusconi o i comunisti, i fascisti o Prodi. Semplicemente non vuole piu' far vincere gli sprechi, il malaffare, la politica intesa come strumento per il collocamento dei propri lustrascarpe."

Vale la pena ricordare alcune cifre: 107 Province in Italia (+15 negli ultimi 10 anni, alcune da nomi bizzarri quali "Medio Campidano" o "Ogliata" e capoluoghi che non trovi nella cartina geografica), 4200 politici, 115 milioni di euro dei loro stipendi, 15 miliardi di euro il costo totale dell'Ente, oltre il 40% rivolto al proprio mantenimento. E poi Segretari Generali, dirigenti, consulenti, uffici stampa. Un esercito chiamato a svolgere alcune funzione facilmente trasferibili ad altri. Nel sito www.nonservenonvoto.it , in home page, un intervista al Presidente del Medio Campidano che, avendo un minuto per raccontare cosa fa la sua provincia, spiega genericamente che ha messo in sicurezza le strade, scordando di dire solo quelle di competenza, perche' quasi tutte sono dei comuni e delle regioni, e poi si lancia nella spiegazione del vero progetto per il presente e per il futuro dell'Ente: la valorizzazione dell'Asparago, del Melone in Asciutto, dello Zafferano, ed un grande progetto per il lancio del Suino Rustico Sardo. Piu' specifico del programma della coldiretti, palesemente ridicolo come programma di Governo di un ente elettivo.


La campagna "Non Voto", per queste ragioni, partecipera' attivamente alle elezioni, ovviamente per promuovere l'astensionismo di massa. Oggi sara' presentata l'iniziativa di Firenze, dopo quella di Brescia , ed in entrambi i siti hanno aderito le liste civiche piu' importanti. La prossima settimana tocca a Padova, Milano, Venezia e Bologna.


L'invito alla stampa e ai media che Bortoluzzi rivolge "e' di aiutarci a dare dignita' ad una posizione perfettamente democratica, frutto dell'amore per il Paese, considerata indegna solo dal ceto politico piu' radicato nella conservazione e impossibile da sradicare dal proprio scranno, se non con un'iniziativa che possa assumere la virulenza dell'impatto che il meteorite ha avuto per i dinosauri".

Scritto da: Paleobonetto | 27/04/2009

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